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Libri di cucina. La messa in pagina delle ricette
2020
Nel sistema che definisce le diverse tipologie di volumi di cui si occupa la grafica editoriale nell’ambito del design della comunicazione visiva, una sezione a sé, con una sua storia, una sua struttura, un suo preciso linguaggio, è quello occupato dai libri di cucina, veri e propri manuali d’uso per la preparazione dei cibi, e così dovrebbero essere sempre chiamati, non semplicemente ricettari, molto più genericamente e riduttivamente, i quali rappresentano degli artefatti atti a contenere non solo pratiche e tecniche ma anche indicazioni relative ad alimenti, dosaggi, tempi, temperature, lavorazioni, procedure, finiture, tutti aspetti questi che li fanno più assomigliare a manuali tecnici…
Mappe per disegnare la geografia dei luoghi della cultura materiale e immateriale in Sicilia
2013
Premessa. Racconti, mappe, infografiche In quell’impero, l’arte della cartografia giunse ad una tal perfezione che la mappa di una sola provincia occupava tutta una città, e la mappa dell’impero tutta una provincia. Col tempo, queste mappe smisurate non bastarono più. I collegi dei cartografi fecero una mappa dell’impero che aveva l’immensità dell’impero e coincideva perfettamente con esso. Ma le generazioni seguenti, meno portate allo studio della cartografia, pensarono che questa mappa enorme era inutile e non senza empietà la abbandonarono alle inclemenze del Sole e degli inverni. Nei deserti dell’ovest sopravvivono lacerate rovine della mappa, abitate da animali e mendichi; in tutto il …
IL COSTUME E LA LINGUA, Progetto di un alfabetario
2010
Come si vede già dalle prime foto documentali, si è trattato - in primis - di un momento pedagogico, molto empatico e simpatetico come deve essere la scuola quando è un buona scuola. Quelli che hanno partecipato - lo si legge nei loro sguardi - si ricorderanno dell’esperienza. E poi la formula didattica, che traspare chiaramente da tutta la documentazione delle belle immagini, era precisa e opportunamente finalizzata: si capisce che il brief era ben definito e realistico. Ma non rigidamente prescrittivo: c’era tutto lo spazio necessario per l’innovazione e la ricerca, come si conviene a un lavoro universitario. E il problema progettuale era stato formulato o meglio “settato” in modo tanto “…